Correre in Simultanea

Ecco a voi un late post che ha aspettato una decina di giorni per essere ripreso in considerazione dalla sottoscritta, troppo rapita dal lavoro e dalla vita per pubblicarlo per tempo…
Nei giorni passati mi sono preparata per un incarico importante e ho tralasciato le amenità del blog per concentrarmi sul lavoro, ma il post era qui che mi aspettava per essere pubblicato!

Et voilà…

Quando dico “correre in simultanea” non intendo dire parlare troppo velocemente durante una conferenza. No, intendo proprio correre facendo simultanea.
Prendete un sabato mattina di autunno con il sole, prendete le scarpe, lo smartphone e le cuffie e dirigitevi verso il parco.
Fatto?
Bene. State per iniziare un’esperienza unica di performance e concentrazione.

L’ho fatto: ho provato a fare esercizio di simultanea correndo.
Ho già parlato in un altro post di come ottimizzare i tempi “morti” – come, ad esempio, le ore passate a guidare – facendo esercizio ascoltando radio in lingua, podcast e registrazioni di glossari o simili, ma stavolta ho voluto spingermi oltre, tanto per sovraccaricare ancora un po’ il mio cervello già oberato dai pensieri lavorativi e familiari: mi sono lasciata andare in una sessione di running ascoltando una stazione radio tedesca, facendo una simultanea “labiale” e “mentale” di una trasmissione dal titolo “Kampf gegen Ebola”, (“lotta contro l’ebola”, un bel titolino, insomma…).
Ci sono validi motivi per non dimenticare l’importanza dell’esercizio e dell’allenamento continuativo nella carriera dell’interprete, perché oltre all’esperienza lavorativa sul campo, palestra della mente per eccellenza, è importante metterci “del nostro” per diventare professionisti migliori. Per fare esercizio, tuttavia, occorre del tempo e non sempre questo è disponibile. Da qui il ricorrente uso della pratica del “multitasking”, tutta femminile (sarà vero?) e tipica di chi fa questo mestiere, per trovare questo famigerato tempo.
Mentre correvo e traducevo ho notato varie cose interessanti, un paio positive e un paio negative:
(+) In primo luogo, ho realizzato che concentrandomi sulla traduzione facevo quasi meno fatica, dato che non prestavo troppa attenzione all’impegno fisico della corsa; in fin dei conti correre è un gesto abbastanza automatico e ripetitivo, come camminare. La musica in cuffia ha più o meno lo stesso scopo, ma richiede, a mio avviso, una minore concentrazione, distoglie meno dalla corsa, insomma.

(+) In secondo luogo, non parlando, ma traducendo mentalmente e muovendo leggermente le labbra senza emettere suoni, l’ascolto del testo di partenza era favorito dall’assenza di un ouput vocale.

(-) Un’attività in cui ho avuto qualche difficoltà è stata la capacità di mantenere la concentrazione per un periodo di tempo mediamente lungo: 20 minuti è stato il massimo che sono riuscita a fare, con cedimenti verso la fine.

(-) Infine, nota dolente, purtroppo ascoltare un intervento “parlato” non mi ha da l’effetto “booster” che è invece garantito dall’ascolto della musica preferita…
Considerando poi che si parlava di una potenziale epidemia globale di ebola…beh, non è stato esattamente come ascoltare i Led Zeppelin…!

Ecco quindi la mia breve esperienza descritta in poche frasi…
In ogni caso sono rimasta positivamente colpita, credo che ripeterò la sessione di running simultaneo per annoverarla così fra le tante nerdità dell’inteprete.

A presto!

S.

Written by

Translator & Interpreter