Interpreters’ FAQs – Perché ti devo mandare i miei file?

Eccoci qua di nuovo, il ritmo di pubblicazione dei miei post è sempre “rallentato” rispetto a quello che vorrei, ma la vita incalza e a volte tarpa le ali all’ispirazione!

Mentre percorrevo qualche centinaio di km alla guida della macchina nuova, pensavo a cosa poter pubblicare prossimamente nel Blog e mi sono venute in mente varie idee, alcune realizzabili, altre meno…ma chissà, forse riuscirò a concretizzarne alcune…
…chi vivrà…anzi, chi seguirà, vedrà!
Oggi scrivo in italiano.
Partendo da mie esperienze recenti, mi rendo conto che per il cliente uno dei misteri che avvolge l’interprete è:
“Ma perché l’interprete continua a martellare chiedendo di mandare prima possibile presentazioni power point, tracce di discorsi scritti, manuali, volantini, ecc.? Forse non ha niente di meglio da fare nella vita che leggere i miei file?”
Beh, di cose migliori da fare nella vita ne avrei a container, ma siccome sono un tipino a volte ansioso, mi piace avere un’ancora di salvezza o un minimo di basi certe sulle quali impostare il mio lavoro. O illudermi di poterlo fare.
Chi deve essere tradotto o chi gestisce l’evento da tradurre non è sempre disposto (per ragioni di confidenzialità o semplicemente per dimenticanza) a inoltrare a me, o a eventuali colleghi, il materiale che verrà utilizzato per l’evento, la documentazione scritta prodotta appositamente per la giornata di lavoro, per non parlare di eventuali video che verranno proiettati (ma qui dovrei aprire un capitolo a parte). Questo forse è dovuto al fatto che non ci si rende conto di quanto preziosa sia la preparazione per l’interprete, di questo essere vivente la cui filosofia di vita è il life long learning.
Questo tema è per i colleghi banale e ovvio, ma per i clienti non lo è a volte, non c’è consapevolezza del fatto che più materiale l’inteprete può studiare, sviscerare, ripetere a pappagallo, migliore sarà la performance durante l’evento.
Non solo! ovviamente la documentazione è la fonte più immediata e facile da condividere a distanza, ma l’ideale sarebbe poter parlare con il relatore che dovrà essere tradotto, per avere un ulteriore scambio di informazioni…vogliamo chiamarlo briefing? Sì, dai, che fa fico, chiamiamolo briefing.
Il briefing con il relatore è sempre preziosissimo, perché permette di conoscere (anche solo superficialmente) il suo stile, il suo eloquio, il suo carattere, nonché di ricevere informazioni lessicali e contenuti che verranno affrontati.
Il briefing sensibilizza il relatore in merito alla presenza di un mediatore linguistico da tenere in considerazione durante il discorso e lo sensibilizza anche in merito alla necessità di adattare il proprio ritmo e linguaggio in modo da renderlo il più comprensibile e traducibile possibile.
E poi, diciamocelo, il briefing è importante perché parlarsi ha tutta un’altra efficacia rispetto allo scambiarsi email o informazioni scritte soltanto.
Questo però succede solo nei sogni dell’interprete, rarissimamante nella realtà, a meno che non si lavori in maniera ricorrente nello stesso ambiente, tanto da conoscere i relatori e il loro stile.
Per non menzionare i casi in cui l’intermediario fra interprete e cliente è un’agenzia, che svolge sicuramente un servizio utile per entrambe le parti, ma rallenta inevitabilmente lo scambio di informazioni. In questi casi una relativa percentuale delle informazioni per la preparazione non verrà sicuramente recapitata all’interprete.
E allora la domanda nasce spontanea.
Come sensibilizzare clienti e agenzie in merito all’importanza del materiale per la preparazione?
Beh, io dico: chiedere, chiedere, chiedere e ancora, gentilmente, chiedere.
Chiedere prima dell’evento, chiedere il giorno stesso dell’evento (recandosi in anticipo sulla location con dispositivo USB o simili per facilitare l’eventuale migrazione di utilissimi file verso il computer dell’esperto linguista) e spiegare, spiegare, spiegare…che il materiale serve per una preparazione adeguata e professionale.
Approfittare delle pause durante l’evento per chiarire, raccogliere ulteriori informazioni e feedback.
Un sorriso e un “per favore” aiutano molto! (ma non fanno sempre miracoli)

S.

Written by

Translator & Interpreter