Traduttori e Interpreti freelance sono Worksumer?

Il Worksumer  è la nuova figura del lavoratore giovane (fra i 20 e i 40 anni, in genere) e nasce dalla fusione di „worker“ e „consumer“, cioè una figura che presta un servizio e usufruisce di un altro servizio/prodotto al contempo. In altre parole è un lavoratore (worker) che ha esigenze di consumo (consumer) legate al suo lavoro. Queste esigenze sono relative allo spazio, al tempo, ai contenuti, alla formazione, alla tecnologia, agli strumenti, alla socializzazione (networking), al benessere e al cibo.

Infatti il punto fondamentale per il worksumer è la ricerca di una rete sociale e di flessibilità sul lavoro, soprattutto per quanto riguarda lo spazio, soluzioni che permettano di compensare la mancanza di tempo libero dovuta al fatto che il worksumer è sempre raggiungibile e reperibile grazie alla tecnologia, ma anche dovuta alle difficoltà logistiche (quando si vive nelle grandi città).worksumerIl Worksumer non lavora semplicemente in un ufficio, bensì in un luogo in cui la (ormai) sottile linea fra vita professionale e privata è sempre più confusa. In un luogo dove non solo è possibile svolgere il proprio lavoro, ma anche intrattenersi in conversazioni e scambi con altri professionisti, accedere a servizi di ristorazione o palestre, o negozi in generale. Il worksumer è un lavoratore evoluto ed eclettico, la cui forza consiste nel poter sfruttare conoscenze e strumenti acquisiti e sfruttabili in diversi ambiti.

È un lavoratore di nuova generazione altamente qualificato nell’ambito della comunicazione, del design, un consulente di età compresa tra i 30 e i 40 anni che vive (per lo più) nelle metropoli, dove la conciliazione vita-lavoro è più difficile. Un lavoratore evoluto ed eclettico la cui forza è quella di poter sfruttare conoscenze e strumenti acquisiti e sfruttabili in diversi ambiti.

Alla luce di tutto ciò, anche interpreti e traduttori possono ascriversi alla categoria dei worksumer: evoluti  – ndr. modestamente… 😉 -, eclettici, consulenti esperti di comunicazione, linguistica, social media e spesso e volentieri anche software.

Gli interpreti sono forse meno soggetti – rispetto ai traduttori – a diventare worksumer, in quanto obbligati a cambiare sede di lavoro per praticamente ad ogni incarico; quindi vengono meno alcune costanti come la rete sociale fisica e presente sul posto di lavoro (salvo per il collega con cui si lavora in coppia per un determinato incarico), la possibilità di fare sport (fatta eccezione per lo sport all’aperto o in hotel in caso di pernottamento fuori sede). Tutto il resto c’è, ma l’interprete diventa un loner-worksumer, dato che se non è da solo, in ogni caso non sarà mai in compagnia dell’intera rete sociale di cui fa parte. Nella migliore delle ipotesi è in compagnia del/i cliente/i, che fa/fanno parte di una rete sociale il più delle volte estranea.

Diverso è invece il profilo del traduttore, specialmente se lavora in un ufficio o in un coworking, luogo ideale per poter avere tutti i requisiti del worksumer.

E tu? sei un lavoratore “classico”, un worksumer o un loner?

Vuoi saperne di più sull’argomento? leggi questi articoli:

 

  1. http://d.repubblica.it/attualita/2016/01/18/news/worksumer_lavoro_futuro_smartworking_innovazione_copernico_milano-2928062/
  2. http://worksumer.com/

 

S.

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