La Voce: Tips & Tricks – 2° episodio

speaking fingersCome anticipato, ecco qui un altro post dedicato alla cura della voce!

Stavo raccontando brevemente del corso di logopedia che sto frequentando per risolvere il mio problema di impostazione della voce e ho iniziato con una parte teorica sull’igiene vocale.

Nelle lezioni successive abbiamo iniziato a lavorare a livello pratico anche sull’impostazione dinamica della voce, facendo esercizi veri e propri. La premessa più importante a livelllo vocale è la coscienza respiratoria. La respirazione non deve essere solamente toracica/costale, ma più che altro diaframmatica: deve cioè espandersi fino all’addome e non coinvolgere soltanto il torace. Una volta assodata la respirazione corretta (per farlo è necessario prenderne coscienza durante la giornata e verificare la corretta respirazione più spesso possibile; come si fa? basta semplicemente prestarvi attenzione nella routine quotidiana: “come sto respirando? ok, va bene.”), si passa al riscaldamento vocale. Il primo esercizio è stato inspirare, dire “A” per 20 secondi per poi riposare; subito dopo abbiamo sperimentato la cosiddetta “vibrazione”, una tecnica di riscaldamento ideata da Mara Belhau (che consiste nel dire “trrr”) per 1 minuto e “A” per 20 secondi.

Il riscaldamento volcale è una delle prime cose da fare appena svegli: al mattino, si inizia col bere due bicchieri d’acqua per idratare e si passa al risveglio vocale utilizzando la tecnica della vibrazione per circa un minuto/ un minuto e mezzo.

Ci sono vari esercizi, fra cui la vibrazione singola prolungata, la vibrazione breve ripetuta, la vibrazione seguita da una vocale, una canzone semplicie eseguita con la vibrazione, la vibrazione in tono ascendente e discendente.

Un esercizio interessante è quello che si basa sul metodo di Alfonso Borregan Torres, ossia il metodo propiocettivo elastico, che consiste nel trovare l’equilibrio vocale nel disequilibrio del corpo. In una situazione di squilibrio (ben precisa), infatti, la voce si libera dai vincoli ai quali siamo abituati a sottoporla e si esprime nel più naturale dei modi. Per farlo è servita l’assistenza della logopedista: non avrebbe senso descrivere l’esercizio nei dettagli, ma ritenevo comunque interessante menzionare il metodo di Borregan Torres.

Un altro esercizio basato sul principio dell’equilibrio vocale nello squilibrio del corpo consiste nella flettersi con il busto a 90° e le ginocchia leggermente flesse allineando la stessa testa con la colonna vertebrale, per poi retroflettere il bacino per appiattire la schiena, rivolgendo l’attenzione ai glutei e ai quadricipiti in contrazione. in questa posizione si cerca di  dirigere la voce verso il pavimento di fronte a noi, contando fino a cinque con intonazione interrogativa. Appena finito di contare ci si alza lentamente in posizione eretta e si conta fino a cinque con tono affermativo. Si può eseguire lo stesso esercizio contando fino a dieci oppure utilizzando altre catene mnemoniche, come i giorni della settimana.

Diverso è invece l’esercizio della cosiddetta “danza delle vocali”, che consiste nell’accompagnare ogni vocale con un movimento corrispondente, con le mani che partono dal petto: apertura delle braccia per A, ritorno alla posizione di partenza con chiusura delle braccia per E, estensione in avanti delle braccia e ritorno per I, tracciare un semicerchio davanti all’addome con le braccia per O e chiudersi su se stessi flettendosi sulle ginocchia per U. L’esercizio è difficilmente descrivibile a parole, ma il principio è che ogni movimento corrisponde all’apertura o chiusura della vocale stessa.

Nella routine quotidiana non bisogna mai dimenticare che tutto inizia comunque con il riscaldamento vocale con la sperimentazione delle varie tecniche, soprattutto quella della vibrazione. È inoltre importante variare la voce nell’arco della giornata, cambiare lo schema mentale per cui siamo abituati a fare le cose sempre nello stesso modo.  Questo vale anche per gli esercizi. Infatti la disfonia, in genere, è legata anche alla non-elasticità della voce, mentre nella realtà quotidiana la voce è modulabile e varia in continuazione. Ci troviamo a vivere delle situazioni in cui si deve parlare molto e delle situazioni in cui è necessario parlare meno: la voce e la mente devono essere pronte ad affrontare tutte queste variazioni. Possiamo paragonare la voce ad una ruota che gira incessantemente, oppure ad una macchina impastatrice che lavora continuamente, immagini che illustrano molto bene la diniamicità vocale. Lo scopo degli esercizi è far funzionare in maniera ottimale la “ruota” della voce, per trovare la nostra voce, quella che possiamo usare incessantemente senza sforzare le corde vocali e quindi creare problemi. Una voce che si fa senire, ma che non usura.

Applicando tutto questo alla mia esperienza come interprete, ho evinto alcune informazioni interessanti:

1. il riscaldamento vocale porta dei benefici tangibili in termini di miglioramento della performance vocale. Ve ne sarete sicuramente accorti anche voi: qualche minuto/ora dopo aver iniziato a lavorare/parlare, la voce è più fluida, limpida e squillante. Io me ne sono resa conto durante uno dei miei ultimi incarichi di simultanea, prendendo coscienza di quanto sperimentato al corso di logopedia.

2. Lo chuchotage stanca moltissimo le corde vocali, perché sussurrare costantemente senza emettere suono impedisce alle corde di entrare in contatto: restano sempre aperte durante il passaggio dell’aria. Alla lunga questo meccanismo ripetuto è estenuante. Ecco svelato il motivo per cui dopo una giornata di chuchotage ci si sente esausti. Anche lavorando con il bidule si pone lo stesso problema (magari in misura ridotta) in quanto a volte non è possibile, per la vicinanza del pubblico, parlare con un volume di voce normale o comunque senza sforzare le corde vocali per via del volume troppo basso che si è costretti a usare.

E voi come usate la voce? avete problemi ricorrenti o la vostra ugola è sempre al top?

Queste sono le mie impressioni finora, spero di non avervi tediato troppo e di riuscire a condividere nuovi spunti in un altro post!

E ricordate: siate una voce, non un’eco.

S.

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Translator & Interpreter