Dato che non sono solo interprete, traduttrice, consulente linguistica e freelance, ma anche mamma, ho pensato di festeggiare l’evento anche sul blog con un articolo sul mestiere (forse) più importante del mondo: la madre. Sempre che essere madre possa essere definito un mestiere. C’è infatti chi definisce la maternità come un vero e proprio master (come gli autori di Maam). E mi sa che hanno ragione.
Sapete perché la maternità rende le donne delle persone più capaci, abili nel mondo del lavoro e delle relazioni interpersonali?
Diventare mamma al giorno d’oggi è visto come un passo azzardato, soprattutto per le donne che lavorano, perché – nel pensiero comune – questo evento significa un inevitabile rallentamento della carriera.
Ecco perché tante donne tentennano all’idea di fare figli. Ma cosa succede realmente con la maternità?
Di sicuro, una volta che lascia spazio a un’altra vita che cresce dentro il nostro corpo, si aprono nuovi, grandi, bellissimi orizzonti, dal senso di nausea iniziale si passa all’euforia data dalla consapevolezza di poter fare grandi cose, o comunque di renderle possibili.
Una mamma sa, dal primo momento in cui è consapevole di essere incinta, di essere custode di una nuova vita in arrivo. Il che fa diventare una madre una “natural born leader” [Maam – La Maternità è un Master].
Verrebbe da pensare che anziché frequentare i più assurdi corsi di leadership aziendale, basterebbe cogliere l’opportunità offerta dall’esperienza della maternità: far crescere e rendere forte un altro essere umano.
Ecco 10 caratteristiche che contraddistinguono molte mamme, vi ci riconoscete?
Transilienza (transizione e resilienza): la capacità delle madri di trasferire le proprie capacità dalla vita al lavoro e viceversa.
Rotondità e agilità mentale: più che multitasking, un concetto ormai quasi superato, una madre è “rotonda”, non solo nel senso della forma fisica, ma anche e soprattutto perché ha la capacità di riuscire a ricomporre la complessità, spostando velocemente l’attenzione da una cosa all’altra e riconoscendo, in base a pochi elementi, cosa merita la priorità. Una maggiore capacità di gestire le crisi (magari più piccole, ma frequenti). Rotondità è la capacità di essere totalmente presenti su più fronti.
Calore umano, morbidezza, pazienza: meno severi con se stessi e con gli altri, maggiore capacità di accettare e gestire la complessità del contesto professionale e il rapporto con i colleghi.
Capacità di fare il tifo per tutti, perché tutti vincano: Con la maternità cambiano gli obiettivi, si deve essere tutti vincitori, la famiglia deve essere una squadra, non c’è competizione interna.
Capacità di negoziazione e pazienza: dieci negoziazioni con un figlio sono una palestra per qualsiasi trattativa sul lavoro. Il che fa anche allenare la pazienza, che non è mai troppa, né a casa, né al lavoro. Si impara che non è possibile tenere tutto controllo, che la fatica è tanta, ma che presto si trasformerà in opportunità di bene, quindi si è in grado di cambiare organizzazione mentale per modificare il proprio stato d’animo. E poi, detto fra noi, ci vuole molta più pazienza con i propri figli che con i clienti…!
Capacità di analisi e di decision making: dalla nascita del figlio in avanti, la madre deve districarsi in un groviglio di decisioni continue in qualunque ambito della vita e questo allena a trovare soluzioni rapide ed efficaci analizzando i dati a disposizione.
Capacità di concentrazione: una madre diventa capace di fare più cose, e meglio, nella stessa unità di tempo in virtù di un hyperdrive, un surplus di energia che la caratterizza.
Less ego, cioè, meno ego, più attenzione verso gli altri. “La genitorialità è l’esercizio di sgonfiamento dell’ego più potente del mondo” (come afferma in Maam Madeleine Kunin, politica americana). Dietro a questa riduzione dell’ego c’è un motivo legato alla sopravvivenza: un ego meno ingombrante è un ego meno soggetto ad attacchi e ferite e permette di avere una prospettiva più ampia sull’altro da sé.
Altruismo: torniamo un attimo al punto 4, ma con più empatia: una madre capisce la fatica delle famiglie altrui ed è più propensa ad aiutare: anche solo tenere una porta aperta per un’altra madre che spinge un carrello pieno di figli e di spesa è un gesto di altruismo, insignificante per molti, ma enorme per chi ne conosce il vero valore!
Capacità di creare alleanze: da sempre le donne sanno fare alleanze, in quanto non possono contare – come gli uomini – sulla potenza fisica (o almeno, nella maggior parte dei casi). Nei conflitti non cercano la lotta, ma al contrario la soluzione più indolore per tutti, una soluzione „protettiva”. Il massimo della forza femminile si traduce nelle alleanze.
Detto questo, mamme, cosa dite, riconoscete in voi queste „doti“?
Quanti master avete al vostro attivo?
Stando a Maam, io ne avrei già tre da mettere a curriculum, ma non sono sicura che in Italia la società sia pronta a leggere la maternità come un master, voi che dite?
Nell’augurare una buona festa della mamma a tutte, vi lascio con l’ultimo pensiero: mettere al mondo un figlio è forse un insensato atto di bellezza, ma di sicuro è uno degli atti più grandi che una donna possa compiere e altrettanto sicuramente un atto che provoca fuori e dentro di noi una rivoluzione.
Quindi auguro a tutte voi una vita … rivoluzionaria!
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